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Proteus: all’avanguardia in materia di lotta antincendio

Dal 2013, i vigili del fuoco del Traforo del Monte Bianco sono dotati di camion unici al mondo, provvisti di tutte le ultime innovazioni, chiamati Proteus. Questi mezzi sono stati elaborati con i team del Traforo, i vigili del fuoco di Chamonix e Courmayeur, nonché con esperti francesi e italiani. Rappresentano ognuno un investimento da 800.000 euro. Il Proteus possiede un serbatoio da 12.000 litri, che offre un’autonomia di circa 20 minuti. Le sue due lance hanno una portata da 60 metri grazie ad un cannone a getto variabile. Un pulsante «start and go» laterale permette di avviarlo subito. Proteus è anche dotato di telecamere termiche, di radar di ultima generazione e di una cabina ribassata per muoversi indipendentemente dalla visibilità nel Traforo.

Janus al museo!

Janus, veicolo antincendio unico al mondo, elaborato specialmente per il Traforo del Monte Bianco, è recentemente stato offerto da ATMB al museo dei vigili del fuoco dell’Alta Savoia (Sciez). Provvisto di due teste di controllo – da cui deriva il suo nome -, era dotato delle ultime tecnologie dell’epoca. Entrato in servizio nel 2002, è stato sostituito dal Proteus nel 2013.

Un nuovo strumento di Gestione Tecnica Centralizzata

Il Traforo del Monte Bianco dispone di un nuovissimo strumento di Gestione Tecnica Centralizzata (GTC). Questo sistema di controllo informatizzato delle attrezzature di sicurezza contiene le ultimissime tecnologie in materia di trattamento dei dati e di strumenti di simulazione per la formazione dei team. Analizza di continuo oltre 100.000 dati provenienti dai vari strumenti di monitoraggio che si trovano lungo l’intero Traforo: telecamere, opacimetri, temperature, ecc. In caso di evento, gli operatori del posto di controllo si avvalgono di questo sistema di Gestione Tecnica Centralizzata per attivare subito, secondo procedure prestabilite, le opportune misure di sicurezza: visualizzazione della segnalazione, attivazione della ventilazione, interruzione dei flussi di traffico con l’abbassamento delle barriere agli ingressi e all’interno del traforo, ecc.

 

Oltre 100.000 punti di controllo analizzati per attivare subito le misure di sicurezza.

Formare gli autotrasportatori sulle regole specifiche del Traforo

Periodicamente, il personale del Gruppo Europeo di Interesse Economico del Traforo del Monte Bianco organizza incontri informativi e di sensibilizzazione per i professionisti dei trasporti. Sono volti a richiamare la loro attenzione sull'importanza della stretta osservanza delle norme di sicurezza e di circolazione nel Traforo: mantenimento di una distanza di 150 metri con il veicolo che precede, arresto immediato e spegnimento immediato del motore in caso di guasto o di emissione di fumo proveniente dal veicolo. Questi incontri, che permettono al personale del GEIE-TMB di discutere con i professionisti dei trasporti attorno al messaggio  «La vigilanza, una responsabilità condivisa», sono sempre accolti favorevolmente.

3 iniziative per l’ambiente

- Una passerella per escursionisti

I team del GEIE-Traforo del Monte Bianco realizzano una passerella lunga 27 metri sopra il torrente della Creusaz. Permetterà agli escursionisti di proseguire in sicurezza sui sentieri tra il centro della città di Chamonix o la cascata del Dard e il ghiacciaio dei Bossons e l'Aiguille du Midi.

- Traforo: condizionatori ad acqua

Dopo un periodo di prova, 24 condizionatori ad acqua sono stati installati nel Traforo, in un'ottica di tutela dell’ambiente. Grazie a questa iniziativa, il GEIE-TMB diventa il primo operatore di fonti naturali.

- Energia pulita per alimentare il traforo

L’energia elettrica proveniente dalla Francia è pulita al 100%. Infatti, dal 1° gennaio 2016, tutta l’energia elettrica consumata nel Traforo proviene da processi solari, idraulici ed eolici.

Tutelare la qualità dell’aria

Dal 2002, i mezzi pesanti più vecchi (Euro 0,1 e 2) sono stati progressivamente vietati nel Traforo del Monte Bianco. Con le normative di circolazione definite dallo Stato francese e italiano, è stato possibile ottenere un traffico di mezzi pesanti composto da oltre il 90% di mezzi con norme Euro 5 e 6, le norme più efficienti sul piano ambientale. I camion che usano il Traforo rappresentano meno dell’1% delle emissioni di polveri sottili nella valle.

Lo studio 2015 di Air-Rhône-Alpes (associazione riconosciuta per il monitoraggio della qualità dell’aria nella regione Rodano-Alpi) dimostra che, nella valle dell’Arve, una maggioranza delle emissioni di ossidi di azoto proviene dai trasporti, con il 69% delle emissioni totali. Le emissioni dei mezzi pesanti rappresentano il 20% delle emissioni complessive. Le emissioni del settore residenziale rappresentano il 16%. Questa distribuzione delle emissioni è della stessa entità di quella incontrata nel dipartimento dell’Alta Savoia.

La storia del Traforo

1949

Firma di un accordo franco-italiano per la perforazione di un tunnel stradale sotto il Monte Bianco.

1953

Firma di una carta nazionale per la costruzione del tunnel ratificata dal Parlamento italiano (1954) e francese (1957).

1959

30 maggio: Avvio ufficiale dei lavori da parte del ministro francese e italiano delle opere pubbliche.

1962

3 agosto : La riunione dei team franco-italiani di perforazione è un successo: la differenza d’asse è inferiore a 13 centimetri.

1962-1965

Lavori di sistemazione del traforo.

1965

16 luglio : Inaugurazione da parte del generale de Gaulle e del presidente della Repubblica italiana Giuseppe Saragat. Apertura al traffico il 19 luglio.

1978

una rete de telecamere di sorveglianza è installata

1990

la prima fase di un programma pluriennale di ammodernamento è attuata.

1997

attivazione di un sistema di rilevamento degli incendi

1999

24 marzo : L’incendio del Traforo fa 39 vittime. Un monumento in loro memoria viene eretto sulla strada di accesso al traforo.

1999-2002

Un programma da 400 milioni di euro di lavori di ingegneria civile e di attrezzature viene realizzato.

Il Gruppo Europeo di Interesse Economico del Tunnel del Monte Bianco (GEIE-TMB) viene creato. Sarà l'operatore franco-italiano responsabile della gestione unitaria dell’opera al momento della sua riapertura.

2002

9 marzo : Riapertura progressiva al traffico del nuovo traforo.

2012

15 settembre: 50° anniversario della perforazione del Traforo del Monte Bianco.

2015

19 luglio : 50° anniversario dell’apertura al traffico.

La sicurezza del Traforo del Monte Bianco in cifre

157 telecamere; 3.860 sensori di calore; 35.000 punti di controllo; 40 pannelli con messaggi luminosi; 116 piazzole di sicurezza; 37 ripari; 1 galleria di emergenza indipendente su tutta la lunghezza del Traforo; 116 nicchie antincendio; 11 vigili del fuoco presenti 24/24; 4 mezzi di intervento unici al mondo.

Oltre 400 milioni di euro investiti per aprire nel 2002 in nuovo Traforo.

del Traforo del Monte Bianco